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La Citta

Calamonaci, in provincia di
Agrigento, è un piccolo paese con grandi prerogative: sta a
metà fra il mare e i monti, è lontano dal caos e dalla
velocità delle grandi città contemporanee, è immerso nella
natura e conserva tradizioni e folklore, sapori e riti
altrove dimenticati.
Il basso costo del suolo
edificabile e di costruzione lo rende
appetibile
per
chi decide di realizzarvi una casa, posta nel cuore del
Mediterraneo, in un luogo
dove la tranquillità è normalità, fra cultura e campagna,
fra storia e quotidiano,
potendo optare per un'escursione,
immersi nella natura, tra i boschi del Rifesi o fra le
sponde del mare Africano, a metà fra la valle dei templi di
Agrigento e Selinunte, vicina ad Eraclea Minoa e a Sciacca
dove Terme ed Arte si incontrano.
Calamonacì è un posto dove vivere
a misura d'uomo. Il ritardo nello sviluppo industriale
dell'area ha prodotto una situazione anomala, la povertà
imprenditoriale
ha salvato il territorio da violenze e abusi industriali,
conservando il centro nella sua predilezione agricola, negli
usi e nelle coltivazioni:
l'olio e il vino sono i più richiesti. La ditta Sarullo da
quattro generazioni produce e imbottiglia olio di ottima
qualità. Realtà artigianali, come "L'Ebanisteria" di
Antony Chirafisi e le ceramiche Terra e Fuoco, e di ristorazione, come il rinomato ristorante
"La Lucciola" e la pizzeria "Belvedere", incrementano il
lustro del luogo.
Il gusto per la tradizione, il
tranquillo scorrere del tempo e il quieto vivere ne fanno
comunque un'oasi di pace, immersa tra sole e natura.
Le Origine
Il nome è di
indubbia provenienza araba: Kal-at-Munach, che vuol dire
fortezza di fermata o di sosta, dove si rilevano i cavalli.
Sorge su un altitudine di 307 m.. Il suo territorio si
estende dalla montagna Chirchillo a Scirinda. Sorge tra
rigorosi vigneti e secolari uliveti e la sua economia è
prettamente agricola. Il nome del paese è di origine araba.
Infatti il borgo era abitato da Saraceni. lo stesso nome di
Calamonaci deriva dalla lingua araba: "Kal - at - Munach"
che significa castello o fortezza. Nella storia troviamo le
prime tracce di questo nome nel 1287, anno in cui l'antico
feudo venne venduto dal re Giacomo di Aragona a Berengario
de Villaragut. Quando costui, seguendo il re, lasciò la
Sicilia, nel 1296 Federico II lo concesse a Berengario De
Spuches; passò poi ai baroni Inveges e Perollo di Sciacca.
Per altri due secoli Calamonaci rimase un casale passando
nelle mani di diversi feudatari. Solo il 6 febbraio 1574
Antonino De Termine fondò Calamonaci nell'omonimo feudo. |